BBBSEGNAPOSTO

La parabola esistenziale di Angelo D’Arrigo ha raggiunto traguardi inusitati in campo sportivo e scientifico, ed ha dischiuso prospettive ancora da esplorare: della loro ricaduta e riconversione in applicazioni concrete, a giovamento di tutti, probabilmente ci renderemo conto solo in un futuro non immediato.

Quanti, però, abbiamo avuto l’opportunità di conoscerlo, o anche solo di seguirne le imprese, siamo concordi nel tributargli da sempre – al di là dell’affetto e dell’ammirazione – lo straordinario merito dello stupore, ripristinato e rimotivato dentro di noi. Grazie ad Angelo ci sentiamo restituiti gli Elementi, nella loro primigenia semplicità e bellezza. E’ come se la Terra fosse tornata integra e misteriosa; l’Acqua, di nuovo sorgente e condizione della vita; il Fuoco, ancora sostanza segreta delle rocce e dei pianeti. Ed, infine, come se l’Aria, la prediletta Aria, tornasse a dilatarsi intorno a noi, come un utero, per assisterci e nutrirci nella metamorfosi. E’ come se la Natura bisbigliasse, di nuovo, al nostro cuore, ora più capace di ascolto e di contemplazione.

Il dolore per la sua perdita, la consapevolezza dell’unicità delle sue conquiste, e la gratitudine ci spingono a parlare di lui. Così, pur sapendo quanto di più e di meglio meriterebbe la narrazione della vita di Angelo D’Arrigo, cercheremo di delinearne un quadro essenziale, puramente introduttivo.